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Editoriali | Eduardo Nappi | 14 Maggio 2018
Munificenza banchi
Munificenza banchi
Quando nel 1956 fui assunto dal Banco di Napoli esisteva l'ufficio "Ausili economici" preposto ad aiutare gli impiegati che, trovandosi in difficoltà economiche, facevano richiesta di aiuti destinati a varie evenienze come: le spese da sostenere per il matrimonio di una figlia, un funerale, l'iscrizione all'università di un figlio, le spese per affrontare un'operazione chirurgica o per cause impreviste. Anch'io ho beneficiato di questo aiuto, dovendo prendermi cura dei miei quattro fratelli e di mia madre. Una commissione esaminava le richieste e, il più delle volte, decideva affermativamente, anche per evitare che gli impiegati divenissero preda degli strozzini. Gli ausili erano già praticati dagli amministratori degli antichi Banchi pubblici napoletani dalla cui fusione nacque il Banco delle Due Sicilie, che con l'Unità d'Italia si chiamerà Banco di Napoli.
Tra le varie elargizioni ho ritrovato quella del 10 febbraio 1799 riguardante Giuseppe Giovene, impiegato del Banco del Salvatore, che il 22 gennaio di quell'anno dovette con la sua numerosa famiglia lasciare per un incendio la propria abitazione che fu saccheggiata. Il Banco, riconoscendo i meriti del proprio dipendente, gli donò 500 ducati (1).
(1) Archivio Storico dell'Istituto Banco di Napoli Fondazione. Banco del Salvatore. Patrimoniale, volume matricola 22, pag. 333. 1799 a 10 febbraio “Il nostro Segretario Don Giuseppe Giovene, essendo ricorso ha esposto, che abitando egli contiguo al Monastero di S. Gaudioso nella sera de' 22 scorso gennaro, si attaccò l'incendio al detto Monastero, per cui per salvarsi dalle fiamme divoratrici che minacciavano la sua casa, dovè fuggire colla sua numerosa famiglia abbandonando la casa, ma questa li fu all'istante saccheggiata restando povero e privo di quanto aveva. Ha implorato perciò, che attenti li suoi lunghi e fedeli servizi prestati nel Banco, e perchè questi è stato sempre solito di soccorrere li suoi Individui nelle loro sciagure a darli qualche soccorso che lo ristori in parte almeno de' danni sofferti. In seguito di tal ricorso, essendosi considerati i danni sofferti dal detto Giovene per la perdita di quasi tutta la sua roba, per cui è rimasta la sua numerosa famiglia desolata, ed afflitta, si è stabilito darsi al divisato Giovene la somma di ducati Cinquecento per ristorarsi dalla sofferta perdita e si è incaricato il Razionale di detto Banco per la spedizione della polizza. E così si è stabilito. Li Governatori del Banco Santissimo Salvatore. Li Governatori del Banco Santissimo Salvatore. Il marchese Ferrilli - Gennaro Como - Il marchese Francesco Mazzarotta”.

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